Santa Croce di Magliano, martedì 30 aprile 2019

     

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ricordo


Vincenzo Ariemma
Il ricordo di Pasquale Licursi


 

 

E’ che a me mancheranno le persone che non hanno mai chiesto nulla. Quelle persone che non hanno mai chiesto e nulla volevano. Vincenzo Ariemma è andato, non c’è più. E mi piange il cuore. Come se fosse sparita una possibilità. Una vera idea della vita. E non c’è più. Io lo vedo ancora come una persona vera, gentile e pulita. Il suo respiro era stanco, ma vivo, come se fosse ancora. Le infinite foto col mister, agli angoli di una strada, un incrocio delle nostre vite.

E ti ho voluto bene e te ne vorrò ancora. Come se infinite sigarette non possano interrompere un rapporto. Qui si vive di limiti, di percorsi mai finiti, di vendette. E tu non sei vendetta, ma sogni o, se vuoi, possibilità senza giusti limiti. Ricordo il tuo renderci immortali in foto tra la neve, le tue infinite possibilità. Gli animali nei quartieri, i tramonti. La luna. Ed il tuo amore per la vita. Ma non c’è respiro più lungo di un eterno di una vita vissuta tra il limite di una fotografia. Nel suo rettangolo. Una fotografia è l’esatto immortalare di un momento, un’idea, una poesia, è così la vita. Ma i più non comprendono e non capiscono quello che vuoi essere in quel momento. Si corre e sempre senza motivo.

Io per conto mio conservo i tuoi almanacchi in cartelle colorate di azzurro e a colori. La tua passione, il tuo amore per quello che non c’era. Il tuo essere solo, sempre solo, come tutti. Io ti vedo con mille sigarette dentro macchine senza respiro e passaggi sempre uguali, ma ti vedo. Come nessuno mai ti ha visto. E ti ho voluto bene come voglio bene alle persone oneste. Perché tu eri onesto. E penso davvero che la poesia si manifesti propria quando non è vita o in qualche modo quando è fuori dal contesto, dalla normalità, dal quotidiano. E tu non eri quotidiano, ma natura. O in qualche modo, letteratura. Ti ho voluto e ti voglio bene per quello che hai mostrato, ti ricorderò sempre per quello che volevi e non per quello che hai voluto. Sarai sempre dentro ai miei pensieri, sempre. E sarai sempre in ogni passo del mio esistere. Per le tue foto che sono vita di un popolo, di una comunità. E ti ricorderò per questo. Sempre e comunque.
Eri felice, come era felice una donna che aspetta un bambino, o un uomo che diventa padre. Mi mancherai fratello. Perché tu eri un fratello per me. Le tue foto sono la mia vita e dovrebbero essere anche per altri. E tu lo facevi per passione. La passione è tutto e sempre. Ma per altri così non è e non sarà mai. Non ha senso credimi. Ora sei andato ma per me resti e resterai. Eri un limite. Ora e per sempre. E quelli che verranno non capiranno mai. Non potranno capire. Per conto mio saprò chi sei. E per conto mio so chi sei. Ma è così la vita, ora e sempre. Non sapranno mai. E va bene così. E ti ricorderò anche perché mi volevi bene. E non a tutti tocca un privilegio simile. Un abbraccio, fratello. Non perdiamoci di vista.

Pasquale Licursi

 


 


 

 

 



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