Santa Croce di Magliano, mercoledì 10 aprile 2019

     

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convegno


"Nicola Crapsi: storia umana, politica e sindacale di un dirigente popolare nello sviluppo del Molise"
Campobasso - Sala Convegni Hotel San Giorgio
Venerdì 3 maggio 2019 - ore 17,30


 

Anticipo alla vostra attenzione l'iniziativa promossa dal SIPBC in collaborazione con la Provincia ed il Comune di Campobasso sulla figura di NICOLA CRAPSI, dirigente della Camera del Lavoro e Sindaco di Santa Croce di Magliano fino alla destituzione da parte dei fascisti nel 1923, e successivamente Segretario Regionale della CGIL, Segretario del PCI, consigliere comunali a Campobasso, Direttore del patronato INCA e primo parlamentare comunista del Molise.

Michele Petraroia

Il 3 maggio, a poche ore dalla Festa dei Lavoratori, per iniziativa di una delle più significative associazioni culturali nazionali si terrà a Campobasso un seminario per ricordare Nicola Crapsi, figura simbolo del movimento sindacale e della sinistra molisana. L’evento, organizzato dalla Sipbc, si svolgerà venerdì 3 maggio dalle ore 17.30 all’hotel San Giorgio di via Insorti d’Ungheria.

Nato a Santa Croce di Magliano il 14 gennaio 1899 muore a Roma il 23 settembre 1965. Una vita travagliata e sofferta, trascorsa dedicandosi alle lotte bracciantili e all’impegno sindacale e politico nella Camera del Lavoro, nel Partito Socialista e nel Partito Comunista. Arrestato per la sua attività sindacale nel 1920 uscì dal carcere grazie all’intervento dell’avvocato e deputato socialista Enrico Ferri. Eletto Sindaco di Santa Croce di Magliano venne defenestrato dai fascisti e riparò a Giulianova dove si sostenne lavorando da elettricista. Al termine della dittatura fece rientro in Molise dove guidò il Partito Comunista, la CGIL ed il Patronato INCA. Consigliere comunale a Campobasso, nel 1953 risultò il molisano più votato per le elezioni politiche dopo Fernando Amiconi eletto anche nel suo collegio in Abruzzo ma venne sacrificato dalla scelta del partito che preferì far scattare il secondo seggio abruzzese anzichè in Molise.

Crapsi continuò a lavorare con la passione e la meticolosità di sempre sia nella CGIL che nel PCI, sostenne i giovani che si avvicinarono al partito e al sindacato ed insieme a loro riuscì con 10 anni di ritardo ad essere eletto nel 1963 quale primo parlamentare comunista molisano alla Camera dei Deputati. Purtroppo le sofferenze di una vita travagliata che non gli risparmiò nessun dolore ne causarono la morte prematura il 23 settembre del 1965.

“Avversato nelle stanze del potere – ricorda l’ex consigliere regionale Michele Petraroia – Crapsi era amatissimo dai braccianti, dagli operai e dai contadini. Nel 1950 aveva aperto una mensa per i meno abbienti nella CGIL di Campobasso e nella sua azione politica e sindacale mirava al massimo della concretezza a tutela dei lavoratori evitando di metterli in difficoltà o esporli a rischi eccessivi in una fase convulsa della lotta politica in Italia. “ Lo sciopero è la misura estrema a cui ricorrere. Il dovere del sindacalista è negoziare e sperimentare ogni alternativa a tutela del lavoratore”. La sua salma al rientro da Roma venne accolta da migliaia di persone prima a Campobasso e poi a Santa Croce di Magliano dove due ali di folla lo attendevano già lungo la strada di collegamento con Bonefro. Il legame tra Crapsi ed i lavoratori molisani è stato leggendario, più unico che raro, se si pensa alla partecipazione popolare alle Feste dei Lavoratori celebrate il Primo Maggio a Santa Croce di Magliano aperte da un suo ritratto accompagnato dall’Internazionale e oggetto di lancio di confetti ad opera di vecchie braccianti in alcuni passaggi del corteo. Sia in vita che in morte a Crapsi non sono stati risparmiati attacchi politici per tentare di demolirne la credibilità ed intaccarne l’esempio. Si giunse negli scontri più aspri degli anni cinquanta ripresi anche in recenti ed opinabili iniziative a tacciarlo di forme di collaborazionismo durante il fascismo, facendo finta di ignorare che la rigidissima ed austera rete del PCI qualora ci fosse stato anche il solo dubbio su una simile questione mai lo avrebbe proposto alla guida del partito e del sindacato in Molise dopo il 1945″.

 

 

 


 


 

 

 



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