Santa Croce di Magliano, venerdý 01 febbraio 2019

     

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il libro


Pier Paolo Giannubilo. Il risolutore.


 

Note notturne slegate insonni su un romanzo letto in due giorni. Leggetelo. E' una contemplazione parallela tra due uomini, essenzialmente, una bella immersione nello ▄bermensch.

Ho incominciato a leggere Il Risolutore di Pier Paolo Giannubilo, cercandovi documenti, tracce del corpo ulissico di Gian Ruggero Manzoni.

Fra le pagine del testo, per˛, mi sono imbattuto in un viaggio lisergico, pieno zeppo di bagliori utopici, continue catabasi, che subito hanno fatto crollare le mie ambigue, se non scarse, pretese di lettore.

Questo libro Ŕ una piena identificazione con la psicologia del profondo che partecipa, in maniera analoga, alla costruzione del documento e della narrazione: dove la realtÓ? dove l'immaginazione?

Con stile moderato, eclettico, senza espressionismo, con quei rapidi tocchi secchi, solenni come il bisturi del chirurgo in sala operatoria si innesta una precisa stratificazione del testo - magia manzoniana? -. Sono molti i segni e i nomi che vanno a materiare il testo, i fantasmi dell'Olocausto generazionale del Dams - quella generazione che Tondelli definý la sola a credere nella propria dannazione- la Storia che falcia, e in senso stretto sbalestra le nostre vite, le galoppate artistiche pionieristiche e quel tanto errabonde del Secondo Novecento - a 25 anni suonati, ho provato nostalgia di quei tempi in cui ci si dava dentro di brutto, con sinceritÓ, senza divisimo e/o vanteria fallica -.

E' un continuo riaffiorare di autoanalisi delle dinamiche psichiche - il subconscio, la paranoia - in cerca di una redenzione che non Ŕ mai resa, bensý, garantirsi il presentarsi a testa alta davanti a Dio - Ŕ alta la selva di simboli in questo romanzo -

Sarebbe troppo semplice pensare a modelli letterari quali Carrere e il suo eroe-carogna Limonov, qui si va pi¨ nella miscela esplosiva dell'invenzione letteraria, come il Pontiggia di Vite di uomini non illustri, o come un romanzo della Ernaux non narrato in prima persona, dove la prosa Ŕ disposta ad accettare la Storia. E' un romanzo dove si insegue la realtÓ, la catarsi senza mai spezzare l'assedio. - stirpe, forza nietzschiana, ultimo degli antenati, Rilke - Dunque, questo viaggio nella vita estrema del Manzoni concede la conscia tensione al perdonarsi, anzi, al definivo perdonarsi.

Michele Paladino

 


 


 

 

 



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